What makes London special? The power of humans speed.

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What makes London special? The power of humans speed.

What makes London special? The power of humans speed.

Whatever is your thought, is not about the Royal family, not the gorgeous parks and buildings, neither the hilarious signs on Tube station whiteboards. But I’d argue what makes London London – what makes London great – is its speed.

Londoners walk, talk and work faster than anyone else in the country. Robert Colvile in is new book The Great Acceleration, says “…we’re smarter, richer and more productive as a result”.  Part of the reason for this is that generally, the larger a city’s population, the faster its inhabitants walk. 

Humans aren’t individuals: we’re social creatures, taking our cues from each other. That’s why we all, unconsciously, walk in lockstep. Why does it matter, beyond bemusing visitors with how quickly we’re all rushing around? The answer is that it is phenomenally important – as it’s Londoners’ speed that give them the edge on the rest of the world.

In a landmark study from 2007 called “Growth, innovation, scaling and the pace of life in cities”, the British physicist Geoffrey West showed that the link between population size and speed is part of a much wider phenomenon. The more of us there are, the faster we move, and the more social interactions we have – the more, in effect, we bump into each other. According to the startling data West produced, these social collisions increase at a greater rate than population. The result is that “wages, income, gross domestic product, bank deposits, as well as rates of invention” all increase as cities get bigger and faster.

The speed, then, is one reason why London is the beating heart of the UK economy. Londoners are also by far the most productive workers in the country, producing 30 per cent more value per hour worked. Partly, that’s because they’re doing high-end jobs- but it’s also because they’re working at a faster tempo.

This isn’t just about the pace of life, however: it’s about the page of change. One of the reasons London feels so fast is that it’s constantly evolving. New buildings appear, new restaurants, new fashions. This is where trends start, where they’re at their most intense. The result is a sense that there’s always something happening, that the city is buzzing with life. This means, in effect, that there’s faster creative cycle in the economy, that London is where ideas are born, tested, and either flourish or fail.

London is, famously, a younger and more diverse city than the rest of the country. According to official statistics, more than a third of its inhabitants were born overseas, and the avarage age is six years younger than across the rest of the country – 34 compared to 40. This matters because it’s the perfect demographic to make London a faster place than even its population size would suggest. For one thing, diverse experiences and attitudes are a recipe for new ideas : the plan for a world-beating new business. And the kind of people who are willing to come to a completely different country are, by definition, the kind who are more willing to embrace new experiences. Young people, too, are not just faster but more nimble.

Perhaps the most powerful thing about these trends is that they all reiforce each other. London’s population grows, which makes it faster. That generates more ideas and more wealth, which sucks in more people – especially young, ambitious people who are drawn to the capital crowded, creative spaces. London works because of the agglomeration effect – if you put that many people in that small a space, with a bunch of finance, it will a) generate loads of ideas and b) people will be able to fund them.

The key question is “what all this acceleration is doing to us?”. It’s all too easy to became enthralled by your mobile phone, or stressed out by your high-pressure working day. Repeated studies show that the quicker we move, the less patient -and compassionate- we are.

Those who felt their working lives were moving too fast tended to be less healthy and secure. But is that down to speed itself? Partly yes, people in London are more anxious than others. But that’s partly due to other factors, such as the grinding effects of the commute. Speed itself isn’t correlated with unhappiness: in fact, according to scientists those who live faster are generally happier – just as quicker walkers tend to be healthier. Similarly, trying new things actually increase people’s life satisfaction, as their brains give them a little hit of dopamine as a reward for showing them something unexpected.

London, in other words, isn’t just a city: it’s a machine built to speed up the lives. And that process – that churn, that acceletation, that cascade of new ideas and experiences – is what makes the capital what it is.

Ita

Cosa rende Londra speciale? Il potere della velocità.

Qualunque sia il vostro pensiero, a rendere Londra speciale non é la famiglia reale, non gli splendidi parchi e gli edifici, né le insegne particolari delle stazioni della metropolitana. Ma a rendere Londra Londra – ciò che la rende grande – è la sua velocità.

I londinesi camminano velocemente, parlano e lavorano più velocemente di chiunque altro in Inghilterra. Questo aspetto interessante é l’argomento nel nuovo libro di Robert Colvile La grande accelerazione, dove dice  anche “… siamo più intelligenti, più ricchi e produttivi di conseguenza”. Parte della ragione di questo è che generalmente, più é grande la popolazione di una città, più velocemente si muovono a piedi i suoi abitanti.

Gli esseri umani poi non sono esseri solitari: siamo infatti creature sociali e sviluppiamo i nostri spunti gli uni dagli altri. Ecco perché noi tutti, inconsciamente, quando ci troviamo per le strade  affollate come quelle di Londra camminiamo allo stesso ritmo, veloce.

Perché è importante? Al di là dello stupore dei turisti che guardano i londinesi correre in giro? La risposta è  socialmente importante – in quanto è la velocità londinese che da a questa città’ il vantaggio sul resto del mondo.

In uno studio fondamentale del 2007 chiamato “La crescita, l’innovazione, il ridimensionamento e il ritmo della vita in città”, il fisico britannico Geoffrey West infatti aveva gia’ dimostrato che il legame tra le dimensioni della popolazione e la velocità è parte di un fenomeno molto più ampio. Piu’ abitanti ci sono, più velocemente ci muoviamo, e piu’ interazioni sociali abbiamo – più, in effetti, ci imbattiamo l’uno con l’altro. Secondo le ricerche e i dati raccolti da West, queste collisioni sociali aumentano con il maggiore tasso di popolazione. Il risultato è che ” i salari, il reddito, il prodotto interno lordo, i depositi bancari, così come le percentuali di invenzioni ” tutto aumenta e le città diventano più grandi e più veloci.

La velocità quindi è uno dei motivi per cui Londra è il cuore pulsante dell’economia del Regno Unito. I londinesi sono anche di gran lunga i lavoratori più produttivi del paese, con il 30 per cento per ora lavorata. In parte, è perché posso usare tecnologie di alto livello, ma anche perche’ lavorano più velocemente.

La velocità non riguarda solo il ritmo della vita, però: riguarda anche la capacita’ di cambiamento. Londra è in continua evoluzione. Ci sono cantieri in ogni zona con enormi nuovi edifici, nuovi ristoranti, nuove mode. Questo è il luogo dove le tendenze cominciano, dove decollano le idee. Il risultato è un senso di qualcosa che sta sempre accadendo, che la città è piena di vita. Ciò significa, in effetti, che ci sia un ciclo creativo per l’economia piu’ veloce, che Londra è dove le idee nascono, si testano, e dove possono sviluppare o fallire.

Londra è, notoriamente, una città giovane e multietnica, rispetto al resto del paese. Secondo le statistiche ufficiali, più di un terzo dei suoi abitanti sono nati all’estero, e l’età media è di sei anni più giovane che non nel resto del paese – 34 anni rispetto a 40. Questo è importante perché, demograficamente quindi Londra e’ un luogo veloce perché la popolazione lo richiede. Va da se che diverse esperienze e comportamenti sono una ricetta esplosiva per nuove idee: da questa energia pulsante cosi giovane e variegata nascono nuove realta’ che fanno si che Londra diventi competitiva con tutto il mondo. Va ricordato inoltre che il tipo di persone che sono disposte a spostarsi in un paese completamente diverso sono, per definizione, il tipo di persone che sono più disposte ad abbracciare nuove esperienze. I giovani, inoltre, non sono solo più veloci ma anche più adattabili e reattivi.

Forse la cosa più potente di queste tendenze è che tutti rinforzano l’un l’altro. Piu’ la popolazione  cresce, più diventa veloce. Generando più idee e più ricchezza, che attira più persone – in particolare i giovani, le persone ambiziose che sono attratte dalla capitale in cerca di visibilita’, di spazi creativi.

Londra funziona anche grazie all’effetto dell’agglomerazione – se metti molte persone in uno spazio piccolo, con progetto di investimento, saranno a) stimolate e ricche di idee e b) in grado di mettere in gioco le proprie competenze e realizzarlo.

La domanda chiave è: “che conseguenze si avranno grazie a tutta questa accelerazione?”. Ormai siamo tutti schiavi del cellulare e dei mille usi che ne facciamo. Siamo tutti un po’ stressati dai carichi di lavoro giornaliero. Ripetuti studi poi dimostrano che più veloce ci muoviamo, meno compassionevoli e meno pazienti siamo.

Coloro che si sentono che la loro vita lavorativa si sta muovendo troppo velocemente tendono ad essere meno sani e sicuri. Quindi questa accelerazione ci porta verso il basso? In parte si, la gente di Londra e’ più ansiosa di altri. Ma questo è in parte dovuto ad altri fattori, come ad esempio gli effetti del pendolarismo. La velocità in sé pero’ non è correlata con l’infelicita’: infatti, secondo gli scienziati coloro che vivono più veloci sono generalmente più felici – proprio come i camminatori più veloci tendono ad essere più sani. Allo stesso modo, provare cose nuove effettivamente fa aumentare la soddisfazione di vita delle persone, il cervello produce dopamina come ricompensa quando ci si trova di fronte a qualcosa di inaspettato.

Londra, in altre parole, non è solo una città: è una macchina costruita per accelerare la vita. E questo processo – che stimola, che accelera, che fa nascere nuove idee e porta a nuove esperienze – è ciò che rende la capitale britannica unica.

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