Cupid & Psyche. One story and three words: Eros, Agape, Philia.

P-2-400-944

Cupid & Psyche. One story and three words: Eros, Agape, Philia.

One of the problems with our language is that we have only one word for love: L O V E.

The ancient Greeks had three words that best sum up the process we’ve been talking about.

The first word is Eros or Romantic Love. It’s that sort of drug-induced, knock-you-down, the sun rises and sets on you kind of love. But, basically, it’s an attraction. This is how Nature first gets two people together, and it’s usually short-lived.

A second and the most important word for love is Agape. This word actually evolved out of war. You see when the generals of ancient Greece grew tired of the fighting that was occurring in their country, they sought a way to stop the war. After putting their heads together, they came up with the word agape, which – literally translated – means, “When you are in my territory, I will make you safe”. The Greeks realised that the reason it was so easy to kill is that they had made the enemy a “nonhuman”. And we do this all the time in our wars, we find it’s easy to kill when we do not know each soldier as a person. So the Greeks’ idea was to make their enemies human, and rather than kill them when they came onto Greek soil, they made them safe. Agape love, therefore, is a transformative love. It takes our enemies and makes them our allies.

If we can maintain agape long enough, we can attain the third type of love: Philia. This is a brotherly type of love in which two people enjoy desireless valuing, empathetic communication, joy, and an overall feeling of being fully alive. It’s not a sentimental type of brotherly love, but one of care and concern about the other, one in which two people work together for each other’s common good. But, in order to arrive at philia, you have to go through agape. You have to transform your partner from an enemy to an ally. And the way to do this is through empathy. Empathy is being able to see things through the other’s eyes. It’s using your heart to feel what another is feeling.

The ancient Greeks learned early on that one of the most effective ways to get a message across to their people was to transform that message into a story.

Although Greeks marriages were not based on romantic connections, their mythology indicates that they had some understanding of the true meaning of love relationships, and their tale of Cupid and Psyche sums this up rather well.

It seems that once there lived a beautiful mortal named Psyche, whose name was the Greek word meaning Soul or Mind. So lovely was Psyche that she attracted the attention of Aphrodite, the goddess of love and beauty. Despite her status as a Greek deity, Aphrodite was prone to fits of jealousy. She thought it would be funny if Psyche fall desperately in love with the first being she came upon, such as a frog or an ogre. Aphrodite’s vengeful plan backfired. She decided to cast a spell through her son Cupid, the god of love.

Upon Cupid’s first glimpse of Psyche, he was so enchanted with her beauty that he accidentally cut himself on his own arrow. Indeed, he fell so madly in love with her that he took the lovely mortal as his wife. There was a catch, however: He did not want her to know that he was a god, so he never let her actually see him. During the day, he would manifest only in the dark of night. Although Psyche was well taken care of by Cupid, she longed to see her husband in person. Cupid would ask her to love him, and to trust and believe in him.

In the meantime, Psyche’s sisters were growing suspicious. They convinced her to try to get a look at Cupid in case he might, in reality, be a monster.

Upon seeing that he was actually a god and not a monster, she was so startled that she spilled a drop of oil from the lamp on him, and he awoke. Cupid was so angry that Psyche had tried to learn his true identity that he stripped her of all the luxuries that he had given to her, condemning her to roam the land alone.

The remorseful Psyche asks his mother, Aphrodite, to intervene on her behalf. But Aphrodite, still jealous of Psyche, agreed that she could have Cupid back, but only upon the successful completion of certain tasks. Of course, these were tasks that no mortal could ever carry out.

As a final task, Aphrodite decided to send Psyche to Hades (the Underworld) to bring back some beauty from the goddess Persephone. Aphrodite knew this to be an impossible venture for Psyche because no mortal could travel to the Underworld and hope to return alive. Psyche was so convinced that she would not be able to complete the task that she decided to kill herself.

As Psyche was about to jump to her death, Cupid came to her as a soothing voice whispering assurances that he would keep her safe throughout the treacherous journey. With his help, the tired and tattered Psyche was able to make the dreaded trip. As her husband had promised, she returned safely. Cupid implored the other gods to make Psyche a god as well and after gave her ambrosia and nectar, Psyche became immortal and able to remain with Cupid forever.

italy_640

Uno dei problemi della nostra lingua è che abbiamo una sola parola per definire il concetto di A M O R E, gli inglesi lo stesso: L O V E. Gli antichi greci avevano invece tre parole per esprimerlo.

La prima parola è Eros o Amore Romantico. E’ quello stato idilliaco che copre il primo periodo di una storia d’amore. Ma, in fondo, si tratta di un’attrazione. Avviene per effetto di una anfetamina. Questo è il modo con cui la natura mette insieme due persone. (Vedi articolo Romantic Love).

La seconda parola, quella più importante,  per definire l’amore è Agape. Questa parola in realtà deriva da un termine usato in guerra. Si racconta infatti che i generali dell’antica Grecia, ormai stanchi dei lunghi e sanguinosi combattimenti, abbiano cercato un modo per porre fine alla guerra. Dopo lunghe riflessioni, arrivarono a concepire una soluzione che chiamarono appunto agape, che – tradotta letteralmente – significa, “quando sei nel mio territorio, sarai al sicuro”. I greci si erano resi conto che il motivo per cui era così facile uccidere, era che consideravano il nemico come un essere “non umano”. Infatti e’ piu’ facile uccidere quando si smette di pensare che un soldato e’ un essere umano, una persona. L’idea dei Greci era quella di rendere i loro nemici “umani”, e piuttosto che ucciderli una volta entrati sul suolo greco, li avrebbero accettati, accolti, facendoli sentire al sicuro. Amore Agape, quindi, è un amore di trasformazione. Trasformiamo i nostri nemici e li rendiamo nostri alleati.

Se siamo in grado di mantenere questo atteggiamento di apertura abbastanza a lungo, possiamo raggiungere il terzo tipo di amore: Philia. Questo è un tipo d’amore in cui due persone godono nel condividere i desideri, comunicano in modo empatico, hanno gioia e una sensazione generale di benessere. Non è un tipo sentimentale di amore fraterno, ma uno stato di cura e preoccupazione per l’altro, quello in cui due persone lavorano insieme per un bene comune. Ma, per raggiungere la Philia, si deve passare attraverso l’Agape. Bisogna riuscire a trasformare il partner da un nemico ad un alleato. E il modo per farlo è attraverso l’empatia. “Empatia” significa essere in grado di vedere le cose attraverso gli occhi dell’altro. Si attua attraverso il sentire ciò che un altro sta provando.

Anche se il matrimonio per i greci non era basato su un concetto romantico, la loro mitologia rivela invece che avevano una certa comprensione del vero significato delle relazioni d’amore.

Per spiegare un concetto hanno sempre usato una storia, e la storia di Cupido & Psiche riassume molto bene il concetto di AMORE in tutte e tre le sue sfumature.

Si racconta che esisteva una bellissima mortale di nome Psiche, il cui nome significa Anima o Mente, la cui bellezza aveva attirato l’invidia di Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza. Quest’ultima, nonostante il suo status di divinità greca, era invidiosa e gelosa di Psiche. Chiese quindi aiuto a suo figlio, Amore, o meglio conosciuto come Cupido, per vendicarsi. La vendetta consisteva nel fare innamorare Psiche all’uomo più brutto e sfortunato della terra, in modo da ricoprirla di vergogna a causa di questa relazione.

Appena Cupido vide Psiche, rimase incantato dalla sua bellezza e accidentalmente, si trafisse con la propria freccia incantata. Cadde così follemente innamorato e la volle come sposa. C’era pero’ un segreto tra di loro: Cupido non voleva farle sapere che era un dio e per non svelare la sua identita’, non si faceva vedere. Non si incontrarono mai di giorno ma solo nel buio della notte. Anche se Psiche si sentiva amata da lui, desiderava in cuor suo vedere il volto del marito. Ma Cupido le aveva chiesto un atto di fiducia.

Nel frattempo, le sorelle di Psiche alimentavano i suoi sospetti. La convinsero infine di cercare di vederlo nel caso in cui in realtà, potesse essere un mostro.

Una notte, cedette alla tentazione e accese una lampada mentre Cupido dormiva. Dopo aver visto che era un dio e non un mostro, rimase cosi stupita che accidentalmente fece cadere una goccia di olio della lampada su di lui, svegliandolo. Cupido si arrabbio’ cosi tanto che le tolse tutti i lussi che le aveva donato, condannandola a vagare sulla terra da sola.

Psiche piena di rimorso per aver mancato di fiducia, chiese aiuto alla madre di Cupido, la dea Afrodite. Ma quest’ultima, ancora gelosa di lei, le fece credere che avrebbe potuto avere Cupido indietro solo dopo aver superato alcune prove.

Afrodite volle inviare Psiche nell’Ade (il regno dei morti) per prendere un po’ di bellezza dalla dea Persefone. Sapeva infatti che questa era un’impresa impossibile, poiche’ nessun mortale poteva viaggiare nel regno dei morti e sperare di tornare vivo. Psiche era pero’ cosi determinata che decise di uccidersi per affrontare quest’ultima prova. Quando era sul punto di farlo, Cupido le ando’ in suo aiuto e attraverso una voce le sussuro’ parole rassicuranti, le promise che l’avrebbe tenuta al sicuro per tutto il viaggio. Con il suo aiuto, infatti anche se stanca e sfinita, fu in grado di portare a termine la prova. Come suo marito le aveva promesso, era tornata sana e salva. Cupido allora imploro’ gli altri Dei perche’ potessero trasformare Psiche in una dea. Questi, commossi dall’amore di questa coppia, attraverso una porzione magica di ambrosia e nettare resero Psiche immortale. Riuscirono quindi a rimanere insieme per sempre.

Write a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Picture1

What our society says about feelings

Hide or worst don’t recognize emotions is unhealthy and dangerous Our culture divides our feelings into two kinds: …

IMG_5113-2

Masters of love

Science says lasting relationships come down to—you guessed it—kindness and generosity. Every year in Italy, about 200.000 …

IMG_3858

Feelings of love can kill libido

Low Libido in Loving Couples. Whereas one side of the love-lust dilemma is the inability to desire to one you love, the other …